
Arcevia, 24/04/2025
Da qualche mese Ciurma ha una missione speciale: deve salvare del cibo.
Sì, perché è partita la campagna La Chioma e il Tronco, con la quale stiamo cercando di evitare un disastroso spreco di pasta, cereali e legumi biologici. Qui puoi trovare più informazioni generali sulla campagna, ma oggi vorremmo raccontarti cosa facciamo concretamente.
Anzitutto, ci svegliamo. Come fare altrimenti? E ci svegliamo piuttosto presto, quando potremmo dormire più a lungo. Ma perché perdersi una bella mattinata? Dopotutto, si dice che «il mattino ha l'oro in bocca».
La verità è che ci svegliamo presto perché la strada è lunga. Dobbiamo raggiungere Piticchio di Arcevia, dove si trova l'ex magazzino della Terra e il Cielo. Ci vorrebbe un’ora, ma per noi diventa sempre almeno un’ora e mezza, colpevole il più delle volte una prolungata pausa caffè al bar di Isola di Fano (però ci vuole).
Siamo un gruppo misto e alquanto bizzarro: qualche agricoltrice, un ex-informatico, un apicoltore, due OSS, una grafica, un filosofo, un fornaio... e chi più ne ha, più ne metta. D’altronde, lo sanno tutti: non esistono pirati di professione.
Ci stringiamo in meno auto possibili e partiamo. Primo bivio, svolta in direzione Fratterosa. Poi dritti, verso Castelleone di Suasa. Ora a destra per Ripalta. Costeggiamo ettari di terreno, dove in questo periodo abbondano fave e grano, e ci muoviamo su strade dissestate, sopra le quali sobbalzano i nostri veicoli.
Infine, eccoci a Piticchio, zona industriale. Parcheggiamo fuori dal magazzino della Terra e Cielo, dove tutto è fermo e silenzioso. Una volta era diverso, dicono.
L'interno lo conferma. Tutto giace in stato di abbandono, ma il posto è disseminato di ricordi e tracce del passato: fotografie, locandine, raccoglitori, post-it. Persino un biliardino e una cucina, con tanto di macchina del caffè. Pure qualche ex socio, che con una certa malinconia ci racconta dei quarant’anni passati alla Terra e il Cielo.
In questo contesto, quando la Ciurma fa il suo ingresso in magazzino è come se un’anima si rimpossessasse di un corpo abbandonato. Le voci della squadra rompono il silenzio e un piccolo impianto audio detta il ritmo. Ci mettiamo al lavoro.


Scarichiamo gli scatoloni dai pallet.
Li apriamo e svuotiamo il contenuto dei pacchetti su un setaccio.
Controlliamo che la merce sia in buone condizioni e la re-insacchettiamo.


Cuciamo i sacchetti nuovi con una cucitrice.
Li inseriamo nuovamente nei loro cartoni.


Componiamo i pacchi misti : Lupo, Tasso, Scoiattolo, Passerotto.
Carichiamo i pacchi su una pedana.


Adesso i pacchi sono pronti a partire. Per noi è ora della pausa pranzo. Mettiamo su una pasta (che sicuramente qui non manca), tagliamo le cipolle e prepariamo un semplicissimo sugo al pomodoro. È inoltre sempre gradita una bottiglia di vino.
Grazie a questo lavoro, il cibo è salvo. Ma solo se tutti faranno la loro parte. Noi abbiamo fatto la nostra, ora tocca a te. Se sei interessato, acquista tramite il tuo GAS i pacchi solidali. Qui sono disponibili ulteriori informazioni.

Arcevia, 24/04/2025
Da qualche mese Ciurma ha una missione speciale: deve salvare del cibo.
Sì, perché è partita la campagna La Chioma e il Tronco, con la quale stiamo cercando di evitare un disastroso spreco di pasta, cereali e legumi biologici. Qui puoi trovare più informazioni generali sulla campagna, ma oggi vorremmo raccontarti cosa facciamo concretamente.
Anzitutto, ci svegliamo. Come fare altrimenti? E ci svegliamo piuttosto presto, quando potremmo dormire più a lungo. Ma perché perdersi una bella mattinata? Dopotutto, si dice che «il mattino ha l'oro in bocca».
La verità è che ci svegliamo presto perché la strada è lunga. Dobbiamo raggiungere Piticchio di Arcevia, dove si trova l'ex magazzino della Terra e il Cielo. Ci vorrebbe un’ora, ma per noi diventa sempre almeno un’ora e mezza, colpevole il più delle volte una prolungata pausa caffè al bar di Isola di Fano (però ci vuole).
Siamo un gruppo misto e alquanto bizzarro: qualche agricoltrice, un ex-informatico, un apicoltore, due OSS, una grafica, un filosofo, un fornaio... e chi più ne ha, più ne metta. D’altronde, lo sanno tutti: non esistono pirati di professione.
Ci stringiamo in meno auto possibili e partiamo. Primo bivio, svolta in direzione Fratterosa. Poi dritti, verso Castelleone di Suasa. Ora a destra per Ripalta. Costeggiamo ettari di terreno, dove in questo periodo abbondano fave e grano, e ci muoviamo su strade dissestate, sopra le quali sobbalzano i nostri veicoli.
Infine, eccoci a Piticchio, zona industriale. Parcheggiamo fuori dal magazzino della Terra e Cielo, dove tutto è fermo e silenzioso. Una volta era diverso, dicono.
L'interno lo conferma. Tutto giace in stato di abbandono, ma il posto è disseminato di ricordi e tracce del passato: fotografie, locandine, raccoglitori, post-it. Persino un biliardino e una cucina, con tanto di macchina del caffè. Pure qualche ex socio, che con una certa malinconia ci racconta dei quarant’anni passati alla Terra e il Cielo.
In questo contesto, quando la Ciurma fa il suo ingresso in magazzino è come se un’anima si rimpossessasse di un corpo abbandonato. Le voci della squadra rompono il silenzio e un piccolo impianto audio detta il ritmo. Ci mettiamo al lavoro.


Scarichiamo gli scatoloni dai pallet.
Li apriamo e svuotiamo il contenuto dei pacchetti su un setaccio.
Controlliamo che la merce sia in buone condizioni e la re-insacchettiamo.


Cuciamo i sacchetti nuovi con una cucitrice.
Li inseriamo nuovamente nei loro cartoni.


Componiamo i pacchi misti : Lupo, Tasso, Scoiattolo, Passerotto.
Carichiamo i pacchi su una pedana.


Adesso i pacchi sono pronti a partire. Per noi è ora della pausa pranzo. Mettiamo su una pasta (che sicuramente qui non manca), tagliamo le cipolle e prepariamo un semplicissimo sugo al pomodoro. È inoltre sempre gradita una bottiglia di vino.
Grazie a questo lavoro, il cibo è salvo. Ma solo se tutti faranno la loro parte. Noi abbiamo fatto la nostra, ora tocca a te. Se sei interessato, acquista tramite il tuo GAS i pacchi solidali. Qui sono disponibili ulteriori informazioni.
